Alternativa alle agenzie interinali: smettere di affittare e iniziare ad assumere
Chiami le agenzie per il lavoro della tua zona il martedì. Il giovedì hai due nomi. Il lunedì uno di loro è in cantiere.
Funziona, ed è il motivo per cui ci si torna. Poi però arriva la fattura, e il mese dopo ne arriva un'altra uguale, e quella dopo ancora. Finché quella persona lavora da te, tu paghi una percentuale su ogni sua ora.
L'alternativa vera è una sola, e sta tutta in una frase: smettere di affittare manodopera e iniziare ad assumere. Con la somministrazione di lavoro quella persona non è tua e non lo sarà mai. Con l'assunzione diretta entra nel tuo organico dal primo giorno e il margine sparisce.
Il resto di questo articolo spiega quanto costa davvero la differenza, come si assume direttamente su profili che non si trovano, e in quali casi invece le agenzie interinali restano la scelta giusta. Perché ci sono, e vale la pena dirlo subito.
Il punto è il margine, e non finisce mai
Nella somministrazione tu non paghi il lavoratore: paghi il fornitore, che a sua volta paga il lavoratore e tiene una percentuale sul costo orario.
Quella percentuale non è una commissione una tantum. Si applica a ogni ora lavorata, per tutta la durata della missione. Se quella persona resta tre anni, la paghi per tre anni.
Facciamo il conto, e teniamolo semplice.
| Somministrazione | Assunzione diretta | |
|---|---|---|
| Costo del lavoro annuo | 100 | 100 |
| Margine dell'agenzia | +20 ogni anno | zero |
| Costo del servizio | incluso nel margine | una tantum, all'inizio |
| Dopo 3 anni | 360 | 300 più il costo iniziale |
| Chi è il tuo dipendente | nessuno | quella persona |
Il numero da guardare non è la prima fattura. È la terza colonna: dopo tre anni hai pagato un sovrapprezzo che non ti ha lasciato niente in azienda. Nessun rapporto di lavoro, nessuna anzianità, nessuna squadra costruita. Il giorno in cui il fornitore sposta quella risorsa, riparti da zero.
Su un picco di due mesi questo conto non esiste, ed è il motivo per cui la somministrazione su quelle esigenze funziona benissimo. Su una posizione stabile, invece, è la formula più cara che ci sia.
Come funziona la somministrazione di lavoro, in due minuti
Prima di parlare di alternative conviene avere chiaro il meccanismo, perché è a tre soggetti.
Il lavoratore viene assunto da un'agenzia per il lavoro, ma svolge la sua attività dentro un'altra azienda, chiamata utilizzatrice. Il rapporto di lavoro, la busta paga, i contributi e tutta l'amministrazione restano in capo all'agenzia. Tu organizzi il lavoro e dai le indicazioni ogni giorno, ma quella persona non è tua.
Il compito delle agenzie per il lavoro è duplice: trovare i lavoratori e gestire la burocrazia del rapporto di lavoro. Il secondo pezzo è uno dei servizi che stai comprando davvero, ha un valore, ed è giusto riconoscerlo quando si fa il confronto.
Una precisazione sui nomi. Nel parlato si dice ancora agenzie interinali. Il termine corretto è agenzie per il lavoro autorizzate alla somministrazione. Non è pignoleria: cambia cosa possono fare. Nel mondo delle agenzie convivono servizi molto distanti tra loro.
Somministrazione di lavoro. Ti mettono a disposizione lavoratori che restano dipendenti loro.
Ricerca e selezione. Cercano la persona, poi la assumi tu.
Intermediazione. Fanno incontrare domanda e offerta di lavoro senza assumere nessuno.
Supporto alla ricollocazione. Riguarda chi esce da un'azienda, non chi entra.
Alcune agenzie per il lavoro sono piccole e locali, altre fanno parte di un gruppo internazionale con centinaia di filiali, e le attività che svolgono non coincidono. Molte imprese comprano un servizio pensando di comprarne un altro: vale la pena chiedere al primo incontro quale di questi ti stanno vendendo, e mettere la risposta nella richiesta scritta.
Staff leasing. Quando la somministrazione avviene a tempo indeterminato si parla di staff leasing. Molte imprese lo scelgono pensando di aver risolto in modo stabile. In realtà lo staff leasing risolve la continuità della persona in azienda, non il costo ricorrente: il lavoratore resta dipendente del fornitore e il margine continua a correre. È la formula dove, sui tempi lunghi, pesa di più.
Il quadro normativo di riferimento in Italia sta negli articoli 30-40 del D.Lgs. 81/2015 per la somministrazione, e nel D.Lgs. 276/2003 per l'autorizzazione delle agenzie per il lavoro. Questo articolo resta sul piano pratico: per i vincoli contrattuali della tua azienda la guida giusta è il tuo consulente del lavoro.
Assumere direttamente: le tre strade
Detto che l'alternativa è l'assunzione diretta, resta il problema vero. Assumere direttamente vuol dire che la persona la deve trovare l'azienda. Ci sono tre opzioni, e nessuna delle tre esclude le altre.
1. Ricerca e selezione con assunzione diretta
Un'agenzia per il lavoro, o una società di selezione, cerca la persona e te la presenta. Poi la assumi tu, con un contratto tuo. Nessun margine ricorrente, e il rapporto di lavoro è dentro l'azienda dal primo giorno.
Si paga di solito una percentuale sulla retribuzione annua lorda, spesso una tantum, a volte con una garanzia di sostituzione se la persona esce entro un certo periodo.
Il limite da conoscere: anche qui il fornitore incassa quando il candidato entra in azienda, quindi l'inserimento è il momento in cui matura il suo compenso. E soprattutto la ricerca e selezione non risolve da sola il problema del bacino, cioè il fatto che i professionisti migliori non stanno rispondendo agli annunci di nessuno.
Costo: una percentuale sulla RAL, a titolo indicativo a due cifre, che varia parecchio per settore e complessità del profilo.
2. Farlo internamente
Pubblichi tu le offerte, fai tu lo screening, fai tu i colloqui. Nessun fornitore in mezzo.
Funziona quando in azienda c'è qualcuno che se ne può occupare davvero e quando il profilo non è raro. Su un magazziniere o su un aiutante regge spesso, e ti risparmi del tutto i servizi esterni.
Il costo che nessuno mette in conto: le ore. Se le persone che leggono i curriculum e fanno i colloqui sono il titolare e il capocantiere, ogni ora di selezione è un'ora tolta al cantiere. È una spesa reale anche se non compare in nessuna fattura, e su una ricerca lunga diventa la voce più alta di tutte. Ne abbiamo parlato in quanto costa trovare personale.
Costo: i portali, tra i 300 e i 500 euro al mese secondo quanto ci riferiscono le imprese, più il tempo interno.
3. Campagne social geolocalizzate
Invece di aspettare che qualcuno risponda a un annuncio pubblicato, vai a cercarlo dove sta. Campagne sponsorizzate su Facebook e Instagram, mirate su una zona ristretta, con un questionario di pre-selezione che filtra prima dei colloqui.
Perché cambia il risultato. I portali e i database raccolgono chi sta cercando lavoro adesso, cioè in larga parte chi è fermo. Un operaio specializzato bravo raramente è fermo: sta lavorando in un'altra azienda a pochi chilometri, e non ha nessun motivo per aprire un sito di annunci stamattina.
Chi sa lavorare, sta lavorando. Ed è per questo che tutti i canali che aspettano una candidatura lo mancano, comprese le agenzie.
Costo: il nostro è 1.000 euro per una posizione più 250 euro di budget pubblicitario versati direttamente a Meta. Contratto di un mese, nessun costo di attivazione, nessuna percentuale su chi entra. Il prezzo è questo, scritto qui, senza doverlo chiedere.
Come funziona nel dettaglio l'abbiamo spiegato in social recruiting su Facebook e Instagram.
Quando le agenzie interinali restano la scelta giusta
Un articolo che ti dicesse di lasciare la somministrazione in ogni caso ti starebbe vendendo qualcosa. Ci sono situazioni in cui è lo strumento migliore e cambiarlo ti fa perdere soldi.
Un picco di due mesi con una data di fine
Una sostituzione per maternità, infortunio o malattia lunga
Una commessa a termine, dove l'organico serve solo finché dura
Un periodo in cui vuoi valutare una persona prima di prendertela in casa
Quando la gestione amministrativa di un gruppo di lavoratori che ruota spesso è, di per sé, il problema che vuoi togliere dal tavolo, e i servizi di back office delle agenzie interinali valgono quello che costano
In tutti questi casi per l'azienda l'assunzione diretta è più rigida e più rischiosa, e il margine che paghi è il prezzo di una flessibilità che stai usando davvero.
Il margine diventa uno spreco quando compri flessibilità che non ti serve. Se sai già che quella posizione ti servirà per i prossimi cinque anni, stai pagando per un'opzione che non eserciterai mai.
Il confronto
| Somministrazione | Ricerca e selezione | Internamente | Campagne social | |
|---|---|---|---|---|
| Di chi è il rapporto di lavoro | Del fornitore | Tuo | Tuo | Tuo |
| Tipo di costo | Ricorrente, ogni ora | Una tantum sulla RAL | Ore interne più portali | Una tantum |
| Chi raggiungi | Il database del fornitore | La sua rete | Chi cerca attivamente | Chi già lavora, in zona |
| Chi fa lo screening | Il fornitore | Il fornitore | Tu, a mano | Questionario più tu |
| Gestione amministrativa | Inclusa | Tua | Tua | Tua |
| Controllo del processo | Basso | Medio | Totale | Totale |
| Ideale per | Picchi e sostituzioni | Posizioni stabili | Profili non rari | Mestieri tecnici in zona |
Come si cambia strada senza restare scoperti
Il timore più comune non è il costo, è il vuoto. Nessuna azienda vuole chiudere con un fornitore prima di avere un'altra soluzione in piedi. Si fa in tre fasi.
Fase 1: si parte da una posizione sola. Prendi la ricerca che ti pesa di più e che sai già essere di lungo periodo. Su quella provi il canale nuovo, mentre il resto del personale in somministrazione resta dov'è.
Fase 2: si tiene aperto tutto per un ciclo. Portali attivi, agenzie avvisate, campagna in corso. Costa qualcosa in più per qualche settimana, ma non ti lascia scoperto e ti dà un confronto vero sui tempi di risposta.
Fase 3: si guarda da dove sono arrivati i candidati. Non l'impressione, il dato: quanti profili in target da ciascuna via, in quanti giorni, con quanto lavoro tuo dietro. A quel punto la scelta la fanno i numeri.
Nessuno ti chiede di licenziare i lavoratori somministrati o di rompere con le agenzie per il lavoro che stanno facendo bene il loro mestiere. Si aggiunge un canale, si misura, e si sposta il peso poco alla volta.
Cosa controllare prima di firmare, o di uscire
Che tu resti in somministrazione o vada verso l'assunzione diretta, queste informazioni vanno chieste per iscritto.
La percentuale esatta applicata sul costo orario, e se cambia al variare della durata
I tempi medi di presentazione dei candidati per il tuo tipo di profilo, e la capacità di reggere una richiesta urgente
Se hanno esperienza vera nel tuo settore o stanno partendo da zero
La copertura sulla tua zona, che su mestieri di cantiere conta molto
Cosa succede se il lavoratore non è idoneo, e in quanti giorni lo sostituiscono
La sezione del contratto sull'assunzione diretta, cioè cosa devi pagare se decidi di prenderti quella persona in organico
L'ultimo punto è quello che le imprese leggono troppo tardi. Va guardato prima di firmare, non il giorno in cui l'azienda decide di assumere quella persona.
Domande frequenti
Qual è la vera alternativa alla somministrazione?
Assumere direttamente. Cambia il punto in cui finisce il costo: con la somministrazione paghi finché quella persona lavora da te, con l'assunzione diretta paghi una volta per trovarla e poi resta solo il costo del lavoro del tuo dipendente.
Quanto si risparmia rispetto alla somministrazione?
Dipende da quanto resta la persona. Su pochi mesi il risparmio è nullo o negativo. Su una posizione che dura anni, il margine ricorrente supera qualsiasi costo di ricerca una tantum, e la differenza cresce ogni mese.
Che differenza c'è tra agenzia interinale e agenzia per il lavoro?
Agenzia interinale è il modo comune di dire. Le agenzie per il lavoro sono operatori autorizzati che possono svolgere più attività, tra cui somministrazione, ricerca e selezione e intermediazione. Un'agenzia per il lavoro può fare somministrazione, ma non tutto quello che fa è somministrazione.
Lo staff leasing è una buona alternativa?
Non è un'alternativa alle agenzie: è una loro formula, cioè somministrazione a tempo indeterminato. Risolve la continuità della persona, non il costo ricorrente.
Se lascio la somministrazione posso assumere direttamente chi ho già?
Nella maggior parte dei casi sì, ma le condizioni dipendono da cosa hai firmato, e alcuni contratti prevedono una somma in caso di assunzione diretta. La consulenza giusta su questo è quella del tuo consulente del lavoro.
Quanto tempo serve rispetto a un'agenzia?
Le agenzie possono presentarti qualcuno dal loro database in pochi giorni, ed è il loro vantaggio principale. Con le campagne l'annuncio va online in pochi giorni e le prime candidature arrivano nell'arco della prima settimana, ma stai raggiungendo persone che oggi hanno un impiego e devono decidere di cambiare. Il ritmo è diverso.
Voi cosa non fate?
Non siamo un'agenzia per il lavoro e non facciamo somministrazione. Non garantiamo l'assunzione: portiamo candidati in target, poi i colloqui e la decisione restano tuoi. E quanto in fretta li richiami conta più di ogni altra cosa.
Il punto
Con la somministrazione affitti manodopera. Con l'assunzione diretta costruisci la tua squadra.
Sui picchi e sulle sostituzioni affittare è la scelta giusta, e nessuno dovrebbe dirti il contrario. Ma se la tua azienda ha una posizione tecnica stabile e paga un margine da anni su una persona che serve tutti i giorni, quel margine non sta comprando niente.
E se la tua azienda ha una posizione aperta da mesi che nemmeno le agenzie per il lavoro riescono a coprire, allora il problema non è il fornitore. È il bacino in cui state cercando tutti e due.
Se vuoi capire come imposteremmo la ricerca sulla tua zona e sulla tua mansione, senza margini e senza i servizi che non ti servono, prenota una chiamata di trenta minuti. Ti dico anche quanto costa. Ovviamente senza impegno.
Fonti
D.Lgs. 15 giugno 2015 n. 81, articoli 30-40, somministrazione di lavoro
D.Lgs. 10 settembre 2003 n. 276, agenzie per il lavoro
Sistema Informativo Excelsior, Unioncamere e Ministero del Lavoro, bollettini 2026